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Controllo dei nei: la regola ABCDE e i segnali da non ignorare

  • Gruppo Sadel
  • 4 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

Conoscere l’aspetto abituale della propria pelle è un gesto semplice di prevenzione. I nei sono molto comuni e nella maggior parte dei casi benigni, ma una lesione nuova o un cambiamento evidente meritano attenzione. L’auto-osservazione non permette di formulare diagnosi e non sostituisce la visita dermatologica: serve soprattutto ad accorgersi prima di una variazione e a riferirla allo specialista.


Un metodo utile per ricordare quali caratteristiche osservare è la regola ABCDE. La A indica l’asimmetria: una metà della lesione appare diversa dall’altra. La B riguarda i bordi, che possono diventare irregolari o poco definiti. La C richiama il colore, soprattutto quando nella stessa lesione compaiono tonalità differenti. La D si riferisce al diametro, ma non bisogna aspettare che un neo diventi grande per farlo controllare. La E, evoluzione, è spesso il criterio più importante: cambiamenti di forma, dimensione, colore, superficie o sintomi nel tempo devono essere comunicati al medico.


Oltre all’ABCDE, è utile considerare il cosiddetto segno del “brutto anatroccolo”: un neo che appare molto diverso dagli altri presenti sulla stessa persona. Anche una lesione che sanguina senza un trauma evidente, non guarisce, provoca prurito persistente o forma una crosta ricorrente richiede una valutazione. Questi segnali non significano necessariamente tumore, ma non vanno interpretati da soli né ignorati.

Per un autoesame ordinato si può osservare la pelle in una stanza ben illuminata, con uno specchio grande e uno più piccolo. È importante controllare anche cuoio capelluto, schiena, pianta dei piedi, spazi tra le dita, unghie e aree genitali. Le fotografie, scattate sempre con luce e distanza simili, possono aiutare a documentare un cambiamento, senza sostituire la documentazione clinica. Chi ha molti nei, una storia personale o familiare di melanoma, pelle molto chiara o numerose scottature dovrebbe concordare con il dermatologo la frequenza dei controlli.

Durante la visita, lo specialista esamina la pelle e può utilizzare il dermatoscopio, uno strumento non invasivo che consente di osservare strutture non visibili a occhio nudo. In alcuni casi viene proposta una mappatura fotografica per confrontare le lesioni nel tempo. La periodicità non è uguale per tutti: dipende dal profilo di rischio e dai risultati dell’esame.

La regola più utile è non aspettare. Se si nota qualcosa di nuovo o diverso, è opportuno prenotare un controllo invece di affidarsi a immagini trovate online. Presso SADEL è possibile richiedere informazioni sui percorsi di prevenzione dermatologica. Il contenuto è informativo e non sostituisce il parere dello specialista.

L’attenzione deve essere maggiore dopo scottature ripetute, soprattutto avvenute durante l’infanzia e l’adolescenza, oppure quando si è lavorato a lungo all’aperto. Anche chi ha pochi nei può sviluppare lesioni cutanee e dovrebbe osservare l’intera superficie della pelle, non soltanto i nei già conosciuti. Al contrario, avere molti nei non significa che ogni variazione sia pericolosa: rende però più utile un metodo ordinato di confronto. Protezione solare e controllo dermatologico agiscono su piani diversi e complementari; la prima riduce l’esposizione, il secondo valuta ciò che è già presente.

 
 
 

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